Il lago di Bolsena: Un vulcano di carpe...
di: Antonio Di Rienzo
Lago di Bolsena

Il lago di Bolsena si trova del resto come tutti i laghi vulcanici presenti in Italia, nella regione Lazio (vengono infatti per questo, definiti anche laghi regionali), a nord della città di Viterbo. Formatosi oltre trecentomila anni fa, ha una forma rotondeggiante tipica della sua origine infatti il suo bacino altro non è che il cratere o la vecchia camera magmatica (caldera) del vulcano spento. Posto a 305 mt slm, si estende per 114 Kmq con un perimetro di circa 67 Km è infatti largo 12 Km e lungo 14 Km. La profondità max è 151 mt e quella media 81mt. Vi renderete conto anche solo dai numeri che siamo di fronte ad un vero colosso, il lago di Bolsena infatti è il quinto bacino naturale per estensione in Italia ed il più grande d'Europa tra quelli di origine vulcanica. Le acque del lago sono alimentate solo da modeste sorgenti e piccoli fossi (il più grande di essi è il fiume Marta), compresi all'interno del bacino imbrifero, peraltro molto piccolo in proporzione alle dimensioni del lago (appena si fa per dire 155 Kmq). Quindi la principale fonte di alimentazione è costituita dalle acque piovane e da numerose sorgenti presenti sul fondale del lago che spesso, di origine termale, arrivano a sgorgare acqua e gas fino a 40°. Il bacino è contornato da colline non troppo aspre ricoperte da querce e castagni che degradano più o meno dolcemente fino sulle sponde del lago. Queste sono piuttosto pianeggianti e costituite in prevalenza da fine sabbia nera basaltica , che trasformano il lago in una perfetta spiaggia, letteralmente presa d'assalto da turisti e bagnanti nel periodo estivo. Nel lago, vi sono inoltre due piccole isole (probabili frammenti di orli craterici), la Bisentina e la Martana ambedue di proprietà privata ma interessanti mete turistiche nei periodi estivi (servizi navetta dal porto di Capodimonte). La vegetazione ripale è piuttosto varia e costituita essenzialmente da foltissimi banchi di canna lacustre che spesso si spingono in acqua anche per svariati metri e da alberi a fusto, soprattutto salici, frassini e pioppi che nei periodi estivi sono per noi pescatori una vera e propria manna fornendo riparo dal sole piuttosto cocente in queste zone. Imponente anche la vegetazione presente sotto il pelo dell'acqua, infatti enormi banchi di alga filamentosa, di Ceratofillo e di alga Sbirulina, si estendono lungo quasi tutto il perimetro del lago raggiungendo in alcuni spot anche svariate centinaia di metri di larghezza, creando un vero e proprio bosco inestricabile ma delle potenzialità piscatorie impressionanti.

L'isola Bisentina a Bolsena

TECNICA ED ATTREZZATURA

Chi ha gia frequentato questo enorme e stupendo specchio d'acqua, ha una sola certezza e cioè che si tratta di un lago prodigo di grandi catture ma estremamente difficoltoso da affrontare. La difficoltà maggiore è proprio in conseguenza della enorme estensione e quantità di acqua che ci si trova davanti. Comunque, andando per gradi, cercherò per quanto possibile di dare quante più indicazioni per affrontare nel modo più corretto e meno pericoloso questo gigante che in determinate condizioni si dimostra davvero cattivo.

LA MORFOLOGIA DEL FONDALE

Come dicevo nell'introduzione, tutta la zona a ridosso del bagnasciuga è costituito essenzialmente da sabbia nera basaltica (questo per la mia gioia vuol dire che non esiste fango). Lo stesso tipo di fondale prosegue anche sotto il pelo dell'acqua, degradando molto dolcemente e guadagnando fondale molto lentamente, da questo si deduce che per avere 5/6 metri di fondo bisognerà arrivare a distanze non inferiori a 200 mt dalla riva. Fondali sabbiosi di questo genere, saranno ovviamente assolutamente privi di cattivi odori, il che ci permette di non dover necessariamente sostituire con frequenza gli inneschi posti a lunga distanza (con notevole risparmio di energie e fatica). Una della maggiori difficoltà di questo invaso è invece la massiccia presenza alghe che troveremo sdraiate sul fondale nel caso della filamentosa e della Sbirulina e che arriverà invece anche fino a 8/9 metri di altezza nel caso della Ceratofilla. Questo enorme proliferare di alghe, gioia e dolore di noi pescatori, è conseguenza del fatto che l'acqua di Bolsena ( come di tutti i laghi vulcanici in genere) è assolutamente limpida perché quasi priva di materiale in sospensione. La sabbia basaltica infatti essendo costituita per il 90% da materiali pesanti tende a rimanere (tranne che in alcuni casi che vedremo di seguito), ben depositata sul fondo. Ed è proprio la trasparenza dell'acqua che permettendo al sole di raggiungere il fondo anche a svariati metri di profondità, crea (in combinazione con il terreno fertile) le condizioni ideali per il proliferare delle alghe e della infinità di micro fauna che vive all'interno di queste. Detto ciò capirete da soli quanto sarà importante, impostare l'azione di pesca a ridosso di questi veri e propri giacimenti di pastura naturale. Tranne questo, il fondale di Bolsena si presenta piuttosto monotono, fatta eccezione per alcuni rari spot dove o la presenza di enormi massi (resti delle antiche eruzioni) o l'ingresso di alcuni fossi che, anche se oggi asciutti hanno negli anni scavato profondi solchi nella sabbia, presuppone delle situazioni di pesca sicuramente molto interessanti.

LA PASTURAZIONE

Partiamo da un presupposto che è fondamentale nel considerare il tipo e la tecnica di pasturazione da affrontare. Il lago di Bolsena ha pesci che sembrano proporzionati alla sua imponenza sia dal punto di vista della mole intesa come peso 8la media sul pesce è infatti importante 13/14 Kg con non rari esemplari di oltre 20 Kg) che per quanto riguarda la quantità (ho avuto la fortuna di veder passare sotto la mia barca branchi di carpe di peso ragguardevole composti da 60-70 esemplari per volta). Detto questo e considerato che nel 90% dei casi pescheremo su fondali molto regolari e con pochi o nessun elemento di rilievo, tranne le alghe (non dimenticatelo) viene da se che la nostra azione sarà incentrata nel cercare di fermare gli enormi branchi facendogli trovare del cibo sulle loro rotte. In considerazione di questo, con l'ausilio di una barca, di un eco scandaglio e di un buon paio di occhiali polarizzati, posizioneremo uno o più marker in prossimità dei banchi di alghe 8normalmente a circa 200 mt da riva) perché è proprio a ridosso di queste che le nostre amiche si spostano alla ricerca di cibo protette dal fitto del verde. Ovviamente si avrà la cura di selezionare uno spot dove vi siano delle zone più o meno ampie di pulito o dove le alghe siano presenti solo a ridosso del fondale (situazione ottimale). La pastura relativa ad una sessione di circa tre giorni (week end) sarà composta da una consistente quantità di granaglie miste (mais intero e spezzato, Tiger Nuts, favetta etc) e da una decina di Kg di boilies. Io una volta posizionati i marker (normalmente due a delimitare la zona di pesca e di pasturazione) immetto in acqua circa 30 Kg di granaglie e 4 Kg di boilies, dopodichè torno a foraggiare solo nella condizione in cui abbia avuto partenze oppure abbia comunque notato attività sulla zona pasturata. Normalmente le carpe segnalano in modo inequivocabile la loro presenza con spettacolari salti e rollate che tolgono il fiato. Un'ultima considerazione, sarebbe molto importante, anche se mi rendo conto che per molti poco realizzabile, poter protrarre la pasturazione per un tempo il più lungo possibile, questo garantirebbe una risposta certa del pesce in condizioni di acque così estese e soggette ad una pressione di pesca considerevole, io, pur abitando a 130 km dal lago cerco per quanto possibile di andare a foraggiare perlomeno una volta alla settimana lo spot in cui normalmente pesco ma vi assicuro che questo influisce piuttosto negativamente sul mio bilancio economico familiare e sui rapporti con la mia pur comprensiva consorte (un giorno o l'altro di ritorno troverò le fatidiche valigie fuori dalla porta di casa).

AZIONE DI PESCA

La pesca sul lago di Bolsena è piuttosto impegnativa, molte volte mi è capitato di arrivare sul posto di pesca ed essere costretto a rinunciare per le avverse condizioni meteo. Infatti a Bolsena elemento determinante è senza dubbio il vento (signore e padrone indiscusso di questo lago), se non avete mai visto onde alte fino ad un metro e mezzo andate a Bolsena in una giornata di forte Tramontana o Scirocco. In queste condizioni l'azione di pesca con l'ausilio della barca, per raggiungere gli spot a lunga distanza è assolutamente consigliata (impossibile). Sarebbe invece opportuno avere a disposizione un paio di waders e bobine caricate con del nylon per poter tentare la sorte effettuando un'azione a corta distanza (lanciando ovviamente). Queste particolari condizioni di rimescolamento del fondale in acque basse (circa due metri) si sono infatti sempre rivelate situazioni molto produttive in passato. Personalmente, memore di disastrose esperienze precedenti, sono solito pasturare sempre, marcandola con un segnalino, una zona distante non più di cinquanta metri da riva, il che mi permette in condizioni avverse di non mandare all'aria l'intera pescata. Peraltro questo tipo di approccio anche in situazioni normali (non di vento), mi ha permesso di catturare pesci anche superiori a venti kg. Diversamente dalle condizioni sopra descritte che purtroppo non sono rare, ( io prima di partire ho sempre premura di controllare le condizioni del vento su di un sito internet), l'azione di pesca verrà normalmente impostata con due canne sul marker a lunga distanza (indispensabile la barca e bobine caricate con treccia per poter facilmente tagliare le alghe in fase di combattimento) e con la terza lenza posizionata sulla zona a tiro di canna. Per quanto riguarda le montature ed i terminali, tenuto conto dei fondamentali requisiti di sicurezza che devono sempre avere, visto che l'azione di pesca viene effettuata in condizioni di fondale ingombro di alghe, si possono indifferentemente utilizzate presentazioni sia pop up che affondanti con terminali piuttosto lunghi 25/35 cm realizzati con HPPE molto resistenti (Fox Armadillo 30/45 lb) e con ami altrettanti robusti come i Fox serie 2SX per presentazioni standard oppure il Fox serie 1 per presentazioni galleggianti (whity pool, D-rig). Per quanto riguarda le esche, l'importante è che siano di buona qualità (considerato le quantità che bisogna utilizzarne), infatti, soprattutto per le palline di pastura, l'aroma non si è mai dimostrato fondamentale al fine del numero e delle quantità delle catture effettuate. A livello puramente informativo, la boilies (da innesco) che negli ultimi anni mi ha regalato il maggior numero di catture in acque basse, rivelandosi un gradino al di sopra di altre, è senza ombra di dubbio la fantastica "Violet" pop-up della Nutrabaits presentata con un "Whity-pool rig" staccato da terra, da un minimo di 5 ad un massimo di 10 cm (devastante).

REGOLAMENTI

Nel lago di Bolsena è possibile pescare con la licenza di tipo B con un massimo di tre canne a persona, esiste una zona dove dal 01/10 al 14/05 è consentita la pesca notturna. Questa zona normalmente denominata "La Grata", è lunga 2.800 mt circa ed è regolarmente gabellata. L'azione di pesca si può effettuare con l'ausilio della barca, ma fino ad una distanza massima da terra di 200 mt, in tutte le altre zone del lago la pesca è consentita da un'ora prima dell'alba ad un'ora dopo il tramonto. Attenzione perché le guardie preposte sono piuttosto fiscali e molto ben propense a redigere verbali (chi scrive lo sa bene) è anche vero però che negli ultimi due anni oltre il novanta percento delle catture da me effettuate sono arrivate in pieno giorno (a buon intenditor). Per chi volesse portare al seguito la famiglia (ne vale la pena, questa è la patria degli antichi Etruschi), vi sono sul lago parecchi campeggi ben attrezzati che con un costo più che ragionevole, mettono a disposizione dei carpisti postazioni dove poter comodamente pescare. Un cenno ancor a riguardo ai pescatori di professione che sono i veri padroni del lago (e lo sono a tutto diritto), abbiate il massimo rispetto per chi con immani sacrifici passa buona parte del suo tempo ed in tutte le stagioni in mezzo al lago, per fare uno dei lavori a mio giudizio, più massacranti e meno remunerativi che ci siano. E pi, parliamoci chiaro, se rispettate sarete rispettati, se non avete intenzione di farlo vi consiglio vivamente di andare a pesca da un'altra parte perché sareste irrimediabilmente ripagati con la stesa moneta.